Lavanda, come usarla nell’autoproduzione di rimedi per l’inverno

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La lavanda è una pianta speciale che ci racconta del calore estivo, di profumi ed essenze. Contiene oli essenziali, motivo per cui è una delle essenze più utilizzate in moltissimi ambiti della cosmesi e detergenza naturale.

La lavanda merita essere conservata, grazie all’autoproduzione di rimedi utili anche per l’inverno: vediamoli insieme.

Autoproduzioni a base di lavanda

Pianta bellissima e molto semplice da coltivare anche in vaso, la lavanda ama poggioli assolati e terreni particolarmente rocciosi, sciolti e fini.

Se trova il suo habitat, la lavanda in un paio di anni vi donerà fiori con i quali preparare moltissimi rimedi, utili anche durante la stagione invernale.

E’ una pianta molto semplice da coltivare e non ha bisogno di particolari accorgimenti.

I fiori possono essere raccolti freschi (giugno è il tempo balsamico della lavanda, in questo periodo i fiori possiedono il massimo delle proprietà) e fatti essiccare a mazzolini e a testa in giù in penombra; oppure fatti seccare direttamente sulla pianta (vi risparmierete un po’ di lavoro, ma le proprietà dei fiori saranno decisamente diminuite).

Una volta essiccati, i fiori vanno sgranati ottenendo così una profumatissima granella da impiegare nei preparati che andiamo a vedere.

Aceto alla lavanda

A 1 litro di aceto bianco si aggiungono 200 gr di fiori di lavanda essiccati e sgranati. Si lascia a macerare in un contenitore di plastica o vetro per almeno 1 mese.
Una volta trascorso il tempo di macerazione, filtrare e riporre in uno spruzzino.

Utilizzi dell’aceto alla lavanda
Si utilizza per pulire i vetri diluito con acqua al 50%, per pulire la ceramica e l’acciaio in genere, ma anche lavello e piano cottura. Non si utilizza sulle pietre naturali.

Controindicazioni dell’aceto
Molti di voi sapranno che l’aceto è un eccellente e super economico anticalcare. Purtroppo è sconsigliato il suo utilizzo continuativo, poiché pare essere responsabile di danni alle guarnizioni delle macchine, lavatrici e lavastoviglie, oltre a rilasciare metalli pesanti se a contatto con materiali che li contengono.

Oleolito di lavanda

Porre il trito di fiori di lavanda in un contenitore di vetro e ricoprire con olio di riso o di mandorla, quindi riporre il contenitore in luogo caldo, ma al riparo dal sole, per 40 giorni.
Trascorso questo tempo filtrare, ponendo sul colino una garza e spremendola bene, affinché esca tutto l’olio imbevuto: filtrare nuovamente con una nuova garza tutto l’olio in modo da eliminare più residui possibile, quindi imbottigliare l’oleolito in una bottiglia scura, etichettare con nome e data di preparazione e riporre in un luogo buio e asciutto.

Metodo a caldo
Porre il trito di fiori di lavanda in un contenitore di vetro e ricoprire con l’olio prescelto, quindi riporre il contenitore aperto su un tegame pieno d’acqua e riscaldarlo a bagnomaria per 5 ore: l’acqua non deve entrare nel contenitore. Al termine, filtrare come descritto sopra, imbottigliare in un contenitore scuro, etichettare e conservare in luogo fresco e asciutto.

Utilizzi
L’oleolito di lavanda è perfetto in caso di scottature e infiammazioni della pelle; rimedio per il prurito da puntura di zanzara, decontrae i muscoli, ottimo per massaggi alle tempie in caso di mal di testa da stress e tensione nervosa; allevia dolori reumatici, utile per massaggi rilassanti prima di andare a dormire poiché stimola il sonno.

Sacchettini per biancheria

Per conservare i capi fuori stagione, chiudili in sacchetti di nylon e dentro inserisci anche sacchettini ripieni di fiori secchi di lavanda.

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