Rose: 9 passaggi per eseguire la margotta

Eseguire la tecnica della moltiplicazione delle rose per margotta è possibile con alcuni semplici passaggi e pochi strumenti. Vediamo come fare con la guida pratica!


Le rose possono essere riprodotte per seme oppure moltiplicate per via agamica, ossia attraverso una porzione di pianta. Questo ultimo sistema di moltiplicazione varia da specie a specie e consente di trasmettere integralmente i caratteri della pianta madre. I principali modi di riproduzione agamica o asessuata sono: talea, ovoli e polloni, propaggine, innesto e margotta. Vediamo nel dettaglio come realizzare quest’ultima tecnica sulla rosa.

LA MARGOTTA

La margotta è il metodo riproduttivo che prevede l’incisione del fusto, fino a metà getto, di alcune specie arboree o arbustive. Per ottenerla si dovrà praticare un’incisione sul fusto, intorno alla quale si dovrà incorporare del terriccio o dello sfagno tenuti umidi. La porzione incisa dovrà essere protetta dai venti contenendola in appropriati fogli di plastica per 30-40 giorni o fino quando si manifestano i segni di vegetazione autonoma, cioè la completa emissione delle radici che daranno vita ad una nuova pianta.

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I 9 PASSAGGI

1) scegliere una pianta sana di rose, con buona vegetazione e con un getto di uno o due anni; legare strettamente una porzione di telo plastificato con un cordino intorno al ramo che si intende incidere;
2) praticare un incisione di circa 2 mm sulla corteccia, sotto la gemma selezionata, fino a metà getto;
MARGOTTA DELLE ROSE TAGLIO

3) scostare delicatamente il lembo di corteccia inciso ed inserirvi uno stecchino;
MARGOTTA DELLE ROSE STECCHINO

4) sollevare il sacchetto di plastica e riempirlo con sfagno o con torba umidi e ben pressati;

MARGOTTA DELLE ROSE SFAGNO
5) avvolgere e trattenere con un cordino la parte superiore del foglio di plastica in modo che l’incisione si trovi al centro dell’involucro;

MARGOTTA DELLE ROSE SACCHETTO
6) mantenere costantemente umido il centro del contenitore e dopo circa 6 settimane controllare l’avvenuta emissione delle radici.
7) Solo adesso la coltivazione riprodotta si potrà separare dalla pianta madre, praticando un taglio al di sotto della zona margottata e asportando l’involucro di plastica. In questa fase bisognerà fare attenzione a non danneggiare le radici neo-formate.
8) A questo punto il getto radicato sarà posto in un vaso e collocato in un locale caldo per circa 20 giorni.
9) In autunno la pianta sarà finalmente pronta per essere messa a dimora, dando vita ad una nuova pianta con le stesse caratteristiche della coltivazione margottata.

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LE TECNICHE PIU’ DIFFUSE

La tecnica della margotta si esegue in estate sui getti di uno o due anni e si pratica, oltre che sulle rose, anche sul cotogno, sulla magnolia, sull’oleandro, sul melo dolcino, sul ficus e su molte altre ornamentali, oltre che su quelle piante esotiche particolarmente delicate e per le quali l’utilizzo di metodi diversi, come la talea, si rivelano di difficile riuscita.

 

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Manuela Serio

Manuela Serio

Nata e cresciuta a Lecce, dopo il diploma di Perito Agrario si laurea in Scienze Politiche con una tesi in Diritto Agrario Comunitario sulla legislazione dei vini DOC provenzali, presso “l’Université de droit, Sofia Antipolis” di Nizza. Nel 2013 consegue il diploma di Sommelier e dal 2014 collabora con l’Accademia dei Georgofili, curando le attività relative all’Expo 2015. Decide quindi di andare a vivere a Montepulciano e contribuire alla gestione dell’azienda vitivinicola di famiglia ma anche di dedicarsi all’attività giornalistica nel settore agricolo ed enogastronomico e di wine taster and consultant per alcune strutture ricettive nel sud Salento. E’ un’appassionata di natura, agricoltura sostenibile, moto, cucina, tennis e vela.

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