L’importanza di lavarsi le mani in 130 anni di storia

Un atto semplice e comune come quello del lavarsi le mani sta assumendo tutt’un altro significato alla luce di quello che sta accadendo. Con la diffusione sempre maggiore e devastante del coronavirus, ogni persona sta rivalutando questo gesto e su come correttamente deve essere svolto. Anche leader mondiali e persone famose sono venute alla ribalta per ribadire l’importanza del lavarsi correttamente le mani.

Per citarne alcuni, abbiamo Boris Johnson che ha dichiarato alla stampa di dover cantare “happy birthday” mentre ci si lava le mani o il leader del gruppo rock the killers Brandon Flowers che piangendo davanti allo specchio si insapona le mani cantando la sua hit “Mr Brightside”.

Anche nella comunità scientifica ci si sta sorprendendo su come quello che si stava studiando nel passato sta tornando tragicamente alla ribalta.

Per Nancy Tomes, illustre professore di storia della Stony Brook University, New York, sembra di essere tornati all’inizio del 900 quando le malattie infettive come la tubercolosi e la influenza spagnola erano le prime cause di morte nel mondo.

I rituali religiosi di lavaggio delle mani si svolgono da migliaia di anni nelle culture islamica, ebraica e di altro genere, ma l’evidenza medica che le malattie possono trasmettersi attraverso il contatto con le mani ha circa 130 anni.

Una tragica storia dietro la scoperta dell’importanza del lavarsi le mani

La prima scoperta shock di come lavarsi le mani può aiutare a prevenire le malattie avvenne 50 anni prima, nel 1848, con uno shock enorme e sgradito.
Il medico ungherese Ignaz Semmelweis notò che molte madri morivano per un’alta febbre mentre era in ospedale in attesa di partorire. Ordinò allora ai medici di lavarsi attentamente le mani in una soluzione di cloro prima di entrare nel reparto e il tasso di mortalità delle mamme calò drasticamente.

Nel 1857 Louis Pasteur, famoso per la pastorizzazione, evidenziò i patogeni e come ucciderli con il calore. Nel 1876, lo scienziato tedesco Robert Koch scoprì il bacillo di antrace e ciò fece scoprire successivamente colera, tubercolosi, difterite e bacilli tifoidi.

La combinazione di campagne sanitarie pubbliche e lo sviluppo di vaccini e antibiotici all’inizio del XX secolo ha visto crollare i tassi di mortalità per malattie batteriche.

Nel 1970 con la maggiore diffusione di malattie sessualmente trasmissibili e nel 1980 con la diffusione dell’HIV, l’opinione pubblica si è sempre più orientata verso una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’igiene nei luoghi pubblici e ospedali.

Come visto, nella storia si sono sempre susseguiti vari ondate di malattie batteriche e virali ma il lavarsi le mani correttamente e prestare particolare attenzione all’igiene nei luoghi pubblici ha sempre aiutato a prevenire la diffusione di queste malattie infettive.

Ecco un’immagine tratta dal ministero della salute che insegna i giusti passaggi per lavarsi le mani:

Lavare correttamente le mani
Indicazioni del Ministero della Salute su come lavarsi le manii

 

Come lavarsi le mani – Linee guida del Ministero della Salute

Non seguendo questi passaggi diventa difficile eliminare correttamente i batteri e non è un caso se è lo stesso metodo adottato dai chirurghi prima di entrare in sala operatoria!

Ti annoi a ricordare tutti i passaggi? Spesso può capitare se hai bambini piccoli che si annoiano a stare più di 20 secondi con le mani sotto l’acqua.

Per questo Verdevero ha creato il ballo del sapone: la filastrocca per lavarsi le mani da seguire passo passo:

 

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