Amaranto e Grano Saraceno, non chiamateli cereali

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Amaranto e Grano Saraceno sono comunemente considerati cereali o pseudo cereali, sia perché vengono utilizzati nella cucina senza glutine in alternativa a miglio, teff, sorgo e gli altri, sia perché hanno proprietà nutrizionali comparabili. Sono entrambi senza glutine e negli ultimi anni sono entrato anche nella dieta di persone attente alla salute.

L’Amaranto e i suoi semi color avorio

L’Amaranto è una pianta erbacea che produce piccoli semi color avorio, nero e rosso, conosciuta ed utilizzata, così come la quinoa, in epoca Atzeca e Inca. Si conoscono circa sessanta specie di amaranto, ma solo tre sono ritenute buone produttrici di semi (Amaranthus caudatus, Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus).

Questo dovrebbe farci pensare che un consumo sconsiderato potrebbe portare alla riduzione di biodiversità (la stessa cosa avviene per quinoa, banane, e altri vegetali). La coltivazione avviene prevalentemente in Messico e i costi di trasporto in Europa sono piuttosto elevati, sia in termini economici (le spese vengono riversate sul consumatore) che di inquinamento e CO2.

Ha un sapore piuttosto marcato ed è bene sciacquarlo abbondantemente sotto l’acqua corrente, operazione che fa perdere la poca Vit. C che rimane dopo il trasporto e la conservazione dei semi. Contiene fibre in quantità equiparabili al sorgo; la quantità di proteine e la presenza di lisina, un amminoacido essenziale normalmente presente nella carne ma anche nei legumi e nel monococco, lo rendono ideale per l’alimentazione vegana.

Il grano saraceno, il grano nero ricco di aminoacidi

Il grano saraceno o “grano nero” è una pianta a fiore che non appartiene alla famiglia delle graminacee ma a quello delle poligonacee. La sua coltivazione è stata progressivamente abbandonata in favore di varietà più redditizie come il frumento moderno al punto che in Italia sono pochi i terreni dedicati. La maggior produzione arriva dalla Cina e anche i famosi pizzoccheri IGP della Valtellina sono fatti con la farina proveniente da lì, con buona pace della tradizione italiana.

Attenti quindi all’etichetta bio, controllate che la provenienza non sia Extra o NON UE. L’origine del saraceno è la Siberia, arriva in Occidente durante il Medioevo.

Contiene gli otto aminoacidi essenziali inclusa la lisina e amido a più lenta digestione, indicato per i diabetici. È una buona fonte di fibre e di minerali, ricco di fosforo, calcio, ferro, magnesio, rame, di vitamine del gruppo B.

Le immagini di comparazione tra Saraceno e Amaranto evidenziano una maggiore ricchezza di nutrienti del primo. Se a questo aggiungiamo che è anche più facile trovarlo di provenienza italiana, o comunque europea, non credo ci siano dubbi su quale scegliere.

 

 

Monia Caramma

Food&Eating designer

Health Food Specialist

 

In evidenza: Photo by Sara Maximoff on Unsplash

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