Marmellata di “Pom Lazaren” di Claudia Bicchi

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Una ricetta curiosa che utilizza le bacche di Lazzeruolo che in dialetto emiliano si dicono Pom Lazaren

Una ricetta curiosa creata da Claudia Biacchi di Sorbolo: la Marmellata di “Pom Lazaren” che vuol dire in dialetto emiliano marmellata di bacche di Lazzeruolo (Crataegus azarolus).Con un coltello, togliere la parte inferiore, non commestibile, delle bacche, inciderle e, aiutandosi con l’unghia, togliere i 4 semini.
In una pentola antiaderente, mettere la polpa, il succo di limone e qualche scorzetta e versare dell’acqua a filo. Far cuocere a fuoco basso per circa 1 ora, o comunque finché la polpa è morbida. Togliere le scorzette. Frullare con il minipimer, rimettere le scorze nella pentola e aggiungere lo zucchero. Rimettere sul fuoco al minimo fino a riduzione quasi completa del liquido (almeno 1 altra oretta), mescolando di tanto in tanto.
Versare la marmellata ancora calda in vasetti di vetro perfettamente asciutti stringendo bene i coperchi.Una ricetta curiosa creata da Claudia Biacchi di Sorbolo: la Marmellata di “Pom Lazaren” che vuol dire in  dialetto emiliano marmellata di bacche di Lazzeruolo (Crataegus azarolus).

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Ingredienti
700 gr di bacche di lazzeruolo, da cui si ricavano circa 500 gr di polpa;
350 gr di zucchero
Il succo di 1/2 limone e alcune scorzette ritagliate dalla buccia ben lavata.

Preparazione
Con un coltello, togliere la parte inferiore, non commestibile, delle bacche, inciderle e, aiutandosi con l’unghia, togliere i 4 semini.
In una pentola antiaderente, mettere la polpa, il succo di limone e qualche scorzetta e versare dell’acqua a filo. Far cuocere a fuoco basso per circa 1 ora, o comunque finché la polpa è morbida. Togliere le scorzette. Frullare con il minipimer, rimettere le scorze nella pentola e aggiungere lo zucchero. Rimettere sul fuoco al minimo fino a riduzione quasi completa del liquido (almeno 1 altra oretta), mescolando di tanto in tanto.
Versare la marmellata ancora calda in vasetti di vetro perfettamente asciutti stringendo bene i coperchi.

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