Una storia di sabbia: in Giordania dall’arte al deserto

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Un viaggio alla scoperta della magica Giordania con Four Seasons Natura e Cultura tra i beduini e la storia della nostra civiltà

Giordania: la sabbia ed il vento del Wadi Rum sulle mani. Galleggiare a pelo d’acqua, sul sale del Mar Morto, quattrocento metri sotto il livello del mare. I colori delle migliaia di tessere che compongono la mappa della Terra Santa di Madaba. I piaceri del Califfo negli affreschi del Qusayr ʿAmra. Le voci del passato dentro i muri di Jerash. I colori della Tomba della Seta a Petra. Sono solo alcuni dei ricordi che il viaggiatore porta con sé al ritorno dalla Giordania.

Giordania

DA PETRA A SODOMA E GOMORRA
Terra di grandi civiltà e di lunghi racconti, la Giordania è disseminata di tracce dei popoli che l’hanno abitata: dai pittogrammi primi nomadi del Wadi Rum alle grandiose architetture nabatee di Petra, passando per le città bibliche di Sodoma e Gomorra.

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GIORDANIA IL PAESE DI SABBIA
Ma il cuore del paese è di sabbia. Lasciata la sua bianca capitale, dalla bellissima acropoli con contaminazioni bizantine ed islamiche, tutta la vita della Giordania sembra nascere dal deserto. I castelli dei Califfi Omayyadi sorgono dalla polvere contro l’orizzonte: il Qaṣr al-Kharāna, caravanserraglio e crocevia, che emerge dal deserto basaltico del nord insieme al Qasr al-Azraq, roccaforte romana presidiata da Lawrence d’Arabia durante la rivoluzione araba, ed al Qusayr ‘Amra, scandaloso “centro termale”di Walid I, tutto affrescato con scene di nudo vitatissime dall’iconoclastia dell’Islam.

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PETRA: TRA TOMBE E TEATRI
Ed anche lei, Petra, l’inespugnabile metropoli nabatea rimasta nascosta al mondo fino ai primi anni del Novecento, dorme affondata nelle sabbie colorate. Il viaggiatore, prim’ancora di vederla, già sa che si troverà al cospetto Khazneh, intagliato nella montagna rosa alla maniera dei templi ellenistici. Però non sa che a togliergli il respiro saranno chilometri di altre facciate, tombe, teatri. Che a rimanergli negli occhi saranno tutte le gradazioni che assume l’arenaria – dal blu, al viola al rosso ed al bianco – e tutti i ricami naturali che il lavorio del vento imprime sulla roccia. Non sa che sarà l’accoglienza dei beduini a strappargli più di un sorriso od il vagabondare lungo sentieri sconosciuti più di un’emozione. Perchè molte cose non ci si aspetta quando si entra a Petra, ma molte di più si credono possibili quando se ne esce.
RECAPITI DEL TOUR OPERATOR:
Four Seasons Natura e Cultura
Sito: viagginaturaecultura.it
Mail: [email protected]

 

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