Design da riciclare

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I pneumatici usati sono una risorsa: vediamo un’idea per riciclarli proposta dallo Studio di Bioarchitettura di Bagnoli e Fantoni

Un decreto ministeriale attribuisce ai produttori e importatori di pneumatici anche il loro smaltimento: è così che stanno nascendo tante realtà che recuperano questo materiale trasformandolo in oggetti davvero interessanti. Lo Studio di Bioarchitettura di Bagnoli e Fantoni ha pensato a un interessante portavaso che tutti noi possiamo autocostruire

I cerchioni delle ruote delle auto, ormai consumati e da buttare, possono esser riutilizzati. Ovviamente bisogna chiedere al nostro gommaio di fiducia che ci procuri il materiale, o che ci dia indietro le nostre vecchie ruote.

In Italia  è stato emanato un decreto (D.M. n. 82 del 11 aprile 2011), il quale attribuisce ai produttori e agli importatori la responsabilità di raccogliere i pneumatici usati, denominati con l’acronimo PFU, cioè “Pneumatici Fuori Uso”. In Europa le ditte che si occupano di questi materiali s’impegnano a recuperare la quantità di cerchioni equivalente a quella di cui è stato immesso sul mercato l’anno precedente. Esiste un contributo ambientale che è riportato sulla fattura, o sullo scontrino fiscale rilasciato al cliente. Questo importo  dipende dal tipo di pneumatico e dalla sua dimensione.

In Italia vengono annualmente generati circa 400.000 tonnellate di PFU, di cui il 50% viene utilizzato come combustibile, il 25% viene macinato e riutilizzato come materia prima usata in vari modi e il 25% viene disperso in discariche abusive. E se riuscissimo a recuperare anche quelli che vengono abbandonati abusivamente?

Noi abbiamo pensato di farli diventare dei portavasi decorativi da mettere sui nostri terrazzi o nei nostri giardini privati e chi non li ha, nel soggiorno. I materiali usati? Cerchioni delle auto, come abbiamo già detto, un contenitore di plastica e filo di acciaio. Tutto fatto in poco tempo, tagliando i cerchioni come più ci piace con una seghetta elettrica e, con un po’ di forza, piegarli,  legando il tutto con il filo d’ acciaio.

Questa è un’ idea, ora sta a voi! Un po’ di dati che ci interessano direttamente: nel Comune di Aulla (Provincia di Massa Carrara), c’ è una discarica di  PFU dove  ne è stato recuperato circa di 1200 tonnellate  in un  paio di mesi. Durante il primo semestre del 2013, in Toscana sono state prelevate oltre 7000 tonnellate di PFU, di cui solo  il 26% proviene dalla provincia di Firenze.

 

Articolo a cura di iarkhi – Studio di Bioarchitettura di Bagnoli e Fantoni
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