Curarsi con i campi magnetici, ecco come fare

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Negli ultimi anni si stanno sviluppando sempre di più le medicine alternative, come la magnetoterapia, che avrebbe positivi effetti sulle ossa e sulle articolazioni. Vediamo insieme come funziona questa disciplina, e come acquistare uno degli apparecchi che consente di sfruttare le sue potenzialità.

In ambito scientifico si dibatte da tempo sull’effettiva affidabilità della magnetoterapia, disciplina medica che, a partire dall’Ottocento e dai tentativi di “mesmerismo”, è cresciuta di pari passo con il progresso tecnologico, fino a diventare una delle più note medicine alternative. I sostenitori di questa terapia evidenziano ovviamente i suoi aspetti positivi e quasi miracolosi, in grado di apportare benessere a un gran numero di problemi, in particolare alle ossa, mentre i detrattori la classificano come una “pseudo scienza”, dagli effetti concreti non provabili. In ogni caso, è certo che oggi la magnetoterapia è una branca che esiste e anzi diventa sempre più ambita sia dai pazienti che da coloro che la praticano: sul portale specializzato di Medisan Shop, ad esempio, è possibile trovare una vasta gamma di apparecchi per magnetoterapia, segno di una vitalità anche “commerciale” di questa disciplina.

CHE COS’È

In sintesi, questa terapia sia basa sulla creazione e l’utilizzo di campi magnetici sul corpo del paziente affetto da una patologia o da un problema fisico. Nella cosiddetta magnetoterapia a bassa frequenza, in particolare, l’applicazione di corrente elettrica pulsante agisce a livello cellulare, effettuando una sorta di massaggio interno a ogni cellula locale, che faciliterebbe l’eliminazione dei rifiuti metabolici; quella “ad alta frequenza”, invece, sarebbe in grado di migliorare la risposta immunitaria delle singole cellule, perché favorirebbe il raggiungimento di un nuovo “equilibrio” interno, e allo stesso tempo garantirebbe una maggiore fluidificazione del sangue, che comporta una circolazione migliore e una riduzione delle infiammazioni.

COSA CURA

Già da quanto scritto si intuisce l’ampio ventaglio di possibili interventi attuabili con questo sistema: l’elenco delle patologie e dei problemi curabili con le varie forme di magnetoterapia comprende, ad esempio, osteoartropatia, fratture, distorsioni, artrosi, artriti, atrofia muscolare, asma, cefalea, atrofia muscolare e prostatite, ma come detto può avere applicazione anche nei casi di problematiche alla circolazione sanguigna, per ristabilire lo stato di salute nell’organismo, migliorare il sonno, attenuare le infiammazioni e ridurre gli stati di dolore.

QUANDO NON VA BENE

Bisogna però specificare che la comunità scientifica (che, come detto, è ancora ostile verso questa disciplina) sconsiglia di sottoporsi a trattamenti del genere a persone affette da patologie neoplastiche (che potrebbero subire un’accelerazione al loro sviluppo) nonché a chi soffre di insufficienza coronarica e disturbi ematologici o vascolari (a causa degli effetti di vasodilatazione), e soprattutto ai portatori di stimolatori cardiaci pacemaker e apparecchiature elettroniche, perché il campo magnetico potrebbe interferire e creare problemi. La magnetoterapia non andrebbe eseguita neppure su pazienti affetti da psicopatologie, epilessia, iperfunzione tiroidea, sindromi endocrine, tubercolosi e dalle donne in stato di gravidanza.

SCEGLIERE L’APPARECCHIO GIUSTO

Il mercato offre differenti soluzioni per le apparecchiature dedicate a questa terapia, in grado di accontentare esigenze differenti e ampie. Per scegliere bene il prodotto adatto alla propria situazione, allora, bisogna valutare una serie di fattori, a cominciare dall’impiego che si intende fare di questo strumento: se, ad esempio, il nostro scopo è mantenere l’equilibrio generale del nostro corpo, allora possiamo orientarci su un dispositivo che emette con un’intensità elettromagnetica di media potenza, con un numero di programmi e frequenze ridotto; al contrario, se soffriamo di dolori cronici o patologie gravi, meglio acquistare un sistema che fornisce intensità terapeutica più alta, e che magari consenta di intervenire contemporaneamente su zone diverse del corpo grazie a più uscite indipendenti. Esistono poi apparecchi portatili, che funzionano anche a batteria e sono facilmente ricaricabili, così come strumenti molto sofisticati con numerosi programmi, che possono risultare utili in caso di terapie “familiari”.

 

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